Come gestire i capricci dei bambini senza urlare: una guida pratica per i genitori

Come gestire i capricci dei bambini senza urlare

Stai facendo la spesa. Hai quasi finito. E proprio in quel momento tuo figlio vede una confezione di caramelle.

“Mamma la voglio!”

Tu rispondi che oggi non potete comprare le caramelle e, nel giro di pochi secondi, esplode il caos.

Piange.

Urla.

Si butta a terra.

Inizia a tirare calci e pugni.

E tu ti ritrovi a dover gestire la situazione senza sapere da che parte iniziare.

Mentre tutti intorno a te sembrano avere la soluzione in mano. (E sembrano essere appena usciti dal libro “Pedagogia nera” di Katharina Rutschky).

La cassiera si rivolge a tuo figlio minacciandolo che non è quello il posto per fare capricci.

La signora in fila dietro di te, con l’aria di chi ha tirato su dieci figli, se ne esce con la classica massima: “Due schiaffoni fatti bene e via a casa!”

Persino il cane fuori dal supermercato abbaia come per dirti di metterlo in punizione.

E tu vorresti solo uscire da quella situazione il più velocemente possibile.

Ti è mai capitato?

Se ti sei chiesta almeno una volta come gestire i capricci dei bambini senza urlare, sappi che non sei l’unica.

Spesso le mamme in consulenza mi dicono di avere proprio paura che il figlio possa fare un capriccio da un momento all’altro perché non sanno come gestire la situazione.

Ed è assolutamente comprensibile. Perché quando non sai come gestirli e come accoglierli, quei momenti in cui i bambini piangono, urlano, si buttano a terra, possono diventare davvero dei momenti terribili.

Le provi tutte per aiutarli a calmarsi ma tutto sembra peggiorare la situazione.

Cosa sono i capricci?

La verità è che quello che chiamiamo “capriccio” spesso non è un comportamento messo in atto dal bambino per manipolarci o darci fastidio.

Non è necessariamente un segnale che tuo figlio è “viziato” e non è fatto apposta per farti perdere la pazienza.

Attraverso quel pianto e quelle urla il bambino ci sta comunicando un bisogno, un malessere, una frustrazione o un’emozione che non riesce a esprimere con le parole.

In poche parole, hai davanti un bambino che, in quel momento, non riesce ancora a gestire quello che sta provando.

Perché i bambini fanno i capricci?

I bambini non hanno ancora sviluppato pienamente la capacità di gestire emozioni intense.

Quando qualcosa va contro i loro desideri o supera le loro capacità di autoregolazione, il corpo e il cervello reagiscono con una vera e propria esplosione emotiva. (Quella che viene comunemente chiamata capriccio.)

Dietro un capriccio possono esserci:

stanchezza;

fame;

sete

bisogno di attenzione;

frustrazione;

desiderio di autonomia;

difficoltà nel gestire un “no”;

cambiamenti nella routine.

È fondamentale non fermarsi al capriccio in sé ma provare a chiedersi: cosa sta comunicando realmente quel pianto disperato?

Stanchezza?

Fame?

Frustrazione?

Bisogno di sentirsi visto?

Quale bisogno si nasconde dietro a quelle urla?

(Perché realmente il problema non sono le caramelle, il cartone animato, il biscotto o la macchinina telecomandata, ma qualcosa di più profondo.)

Urlare funziona davvero?

Quando siamo sotto pressione è facile perdere la pazienza.

Le provi tutte, ci metti tutto l’impegno per rimanere calma, gentile e centrata ma poi basta!

Lui non si calma e tu inizi a urlare!

E a quel paese la Montessori e tutti i suoi seguaci!

Urlare a volte può sembrare davvero l’unico modo per interrompere quel pianto. Spesso però produce solo un effetto momentaneo e può avere conseguenze sulla relazione e sul modo in cui il bambino vive le proprie emozioni.

Attraverso le urla, il bambino può imparare a fermare un comportamento per paura della reazione dell’adulto, senza necessariamente imparare a comprendere e gestire ciò che sta provando.

Se il tuo obiettivo è crescere un bambino che si senta ascoltato e capace di autoregolarsi, è importante accompagnarlo e non semplicemente bloccare il comportamento.

Come abbiamo visto nell’articolo dedicato alla coregolazione, nei momenti di forte attivazione emotiva la nostra presenza, il tono della voce e il modo in cui rispondiamo possono aiutare il bambino a ritrovare gradualmente la calma.

Per quanto difficile può sembrare, la prossima volta che ti troverai davanti a un capriccio prova a fare questi piccoli passi.

Come gestire i capricci dei bambini: 5 passi

1. Mantieni la calma (anche se non è semplice). Respira.

Il bambino ha bisogno di un adulto che gli trasmetta sicurezza. Ricorda che il tuo stato emotivo può influenzare anche il suo.

2. Legittima l’emozione (perché ogni emozione ha il suo diritto di esistere)

Puoi dire:

“Sei molto arrabbiato perché volevi continuare a giocare, hai ragione, ti stavi divertendo.”

Il bambino si sentirà compreso.

3. Mantieni il limite

Empatia e limiti possono convivere.

Accogliere l’emozione non significa accettare qualsiasi comportamento.

Un bambino può essere arrabbiato, deluso o frustrato e avere il diritto di provare quelle emozioni. Allo stesso tempo, possiamo fermare un comportamento aggressivo, mantenendo il limite con fermezza e rispetto.

Ad esempio:

“Capisco che sei arrabbiato. Però noi dobbiamo proprio andare a casa ora.”

In questo modo il bambino riceve sia comprensione sia contenimento.

4. Aspetta che l’emozione diminuisca

Durante il momento più intenso il cervello del bambino non è pronto ad ascoltare spiegazioni o lunghi discorsi.

Prima viene la regolazione emotiva, poi l’apprendimento.

5. Porta pazienza con te stessa

Ci saranno comunque giorni in cui perderai la pazienza. Va bene così. Stai crescendo anche tu come genitore, insieme a tuo figlio.

Anche questo fa parte della relazione.

L’importante è essere consapevoli di aver perso la pazienza e tornare vicino a tuo figlio quando tutto è passato.

Cosa evitare durante il capriccio

Alcuni tuoi comportamenti, anche se sono mossi dalle migliori intenzioni, rischiano di aumentare il conflitto:

urlare;

umiliare il bambino;

fare confronti con altri bambini;

minacciare;

punire;

cedere ogni volta pur di interrompere il pianto.

Un cambiamento di prospettiva

Prova a vedere il capriccio non come una manipolazione da parte del bambino ma come una richiesta di aiuto.

Questo può aiutarti a cambiare profondamente il tuo modo di intervenire.

Il bambino ha bisogno di essere guidato, accompagnato. Con gentilezza, fermezza, rispetto ed empatia.

Così potrai aiutarlo a sviluppare competenze che gli saranno utili per tutta la vita.

Ogni capriccio è un’occasione per crescere insieme. E imparare volta dopo volta a regolare le emozioni e trovare la strada migliore per voi.

Non esistono genitori perfetti. Esistono genitori che, giorno dopo giorno, cercano di comprendere meglio i propri figli mettendosi in gioco e lavorando su di sé.

La prossima volta che tuo figlio farà quello che oggi chiami “capriccio”, prova a fermarti un istante prima di reagire.

E invece di vedere un bambino che ti sfida, prova a guardarlo negli occhi e a vederlo come un bambino che ti sta chiedendo aiuto.

Da quello sguardo può iniziare un grande cambiamento.

Ti invito a scoprire il mio videocorso dedicato ai capricci, in cui ti accompagno passo dopo passo a trasformare quei momenti in esperienze di crescita per te e per tuo figlio.