Quando i bambini vedono ciò che gli adulti non vedono più: violenza educativa invisibile.
Ero al ristorante con i miei figli ed è successa una cosa che mi ha colpito profondamente. Seduti accanto a noi c’erano una mamma e la sua bambina, che avrà avuto sì e no due anni. Durante tutta la cena, la mamma si è rivolta alla bimba con frasi del tipo:
“Tirati su, muoviti!”
“Vieni, io vado via, ti lascio qui da sola!”
“Dove vai? Vieni subito qui, ti do due schiaffi!”
“Adesso le prendi!”
Parole dure, taglienti, che suonavano più come comandi militari che come comunicazione tra madre e figlia.
I miei figli, Davide e Sofia, hanno osservato la scena per tutto il tempo con molta curiosità e attenzione. Finché Davide, con la semplicità disarmante di un bambino di 8 anni, mi dice:
“Mamma, povera bimba… per ogni cosa la mamma le dice che le dà le botte!”
E Sofia, 5 anni, aggiunge:
“Poverina… è piccola. Non capisce, se non glielo spiega!”
Cos’è la violenza educativa invisibile
Questa scena, apparentemente semplice, può aiutarci a fare una profonda riflessione sulla violenza educativa invisibile e sulla capacità empatica di adulti e bambini. Da genitori mettere in atto un’educazione consapevole, un approccio che permette di crescere figli rispettati e ascoltati, non è sempre così scontato e immediato.
Com’è possibile che due bambini di 8 e 5 anni riescano a connettere con la sofferenza di una bambina di 2 anni, mentre proprio la sua stessa mamma, la persona che più dovrebbe amarla e rispettarla, sembra del tutto inconsapevole della violenza e del dolore che sta infliggendo a sua figlia?
Il ciclo della violenza tra generazioni
La risposta risiede spesso nella storia di quella madre, e in quella di tante madri e padri come lei. Una mamma che, quando era bambina, ha vissuto lo stesso tipo di trattamento da parte di chi avrebbe dovuto proteggerla e amarla. Una mamma che ha ricevuto parole dure, taglienti, forse violenza fisica, botte, ricatti, punizioni. Una mamma che da bambina, per sopravvivere, ha dovuto reprimere e anestetizzare il dolore, la paura, la rabbia perché sono troppo grandi per poter essere elaborati senza la vicinanza di un adulto consapevole.
Per sopravvivere, la mente del bambino attiva un meccanismo di difesa molto potente: anestetizza e rimuove il dolore provato, normalizzando la violenza subita.
Per la psiche infantile, è inaccettabile pensare che un genitore possa ferire il proprio figlio. Il bambino non può pensare che sia il genitore a essere emotivamente immaturo e a non avere i mezzi per trattarlo con rispetto e amore. Si convince allora che il problema è suo, che “se lo merita”, che “è per il suo bene”, che “è lui ad essere sbagliato, a non meritare amore”.
Quella mamma ha dovuto anestetizzare il dolore provato davanti alle minacce e alle umiliazioni dei propri genitori e ha dimenticato la sofferenza provata in quei momenti, a tal punto che oggi non può sentire la sofferenza provata dalla sua propria figlia davanti alla violenza che lei stessa sta portando avanti.
Da adulto, quel dolore rimosso non sparisce. Semplicemente, viene normalizzato, riproposto, perpetuato. È così che si tramanda la violenza di generazione in generazione. Finché non ne prendiamo consapevolezza.
Come diventare genitori consapevoli
❤️ Crescere bambini consapevoli è il primo passo.
Quando un bambino cresce in un ambiente dove viene ascoltato, rispettato, aiutato a dare un nome alle emozioni, e soprattutto ha il permesso di ribellarsi davanti alla violenza subita, impara a riconoscere la violenza e il dolore. Impara che nessun adulto ha il diritto di fargli del male, né fisicamente né verbalmente. E sarà proprio quel bambino, libero di sentire e di sentire sé stesso, che sarà in grado di riconoscere la sofferenza dell’altro.
❤️ Questi sono i bambini che sogno per il nostro mondo. Bambini capaci di empatia, di compassione, di consapevolezza. Bambini liberi dalla catena della violenza. Bambini che non devono anestetizzarsi per sopravvivere.
Educazione consapevole e nuove prospettive
Parlare di educazione consapevole significa offrire ai nostri figli un modello di relazione basato sul rispetto reciproco, sull’ascolto reciproco e sulla comprensione. È così che possiamo crescere bambini che diventeranno adulti e genitori consapevoli in grado di interrompere la catena della violenza educativa invisibile.
Trasformare le ferite interiori
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Per riconnetterti con la tua parte bambina, dare voce a ciò che è rimasto inascoltato e interrompere il ciclo della violenza invisibile, ti invito a esplorare il mio videocorso “Diventare Adulti Consapevoli”.
👉 In questo percorso affrontiamo insieme il tema del bambino interiore, impariamo a riconoscere le ferite che ci portiamo dietro e a trasformarle.
Perché solo prendendoci cura del bambino che siamo stati possiamo davvero crescere figli liberi, empatici e consapevoli.